Successioni familiari: nel 74% delle imprese guida il primogenito, ma il merito cambia tutto. Ne parliamo a Family.Biz il 31 marzo a Bariano (Bg)

Nelle imprese familiari italiane la scelta del successore segue ancora, nella maggior parte dei casi, la logica della tradizione più che quella del merito. Ma i dati dell’Osservatorio AUB mostrano che quando a guidare la transizione non è l’ordine di nascita, bensì la competenza, le aziende crescono di più e affrontano meglio il futuro.

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In ogni impresa familiare arriva un momento che nessuno può evitare: decidere chi prenderà il posto del fondatore. È un passaggio che mette alla prova equilibri, affetti, aspettative. Un momento in cui la logica dell’azienda si intreccia con quella della famiglia, e non sempre le due cose vanno nella stessa direzione.

La tradizione italiana è ancora fortissima. Nel 74% dei casi, racconta l’Osservatorio AUB, la guida dell’azienda passa al primogenito. È una scelta che affonda le radici nella storia, nella cultura, nella continuità del nome. Per generazioni è stato così: il primo figlio, spesso maschio, era il naturale erede dell’impresa. Ma oggi questa regola non regge più come un tempo.

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Perché quando si osservano i numeri, emerge un’altra verità. Le aziende che scelgono il successore in base al merito, e non all’ordine di nascita, performano meglio. L’Osservatorio AUB lo dice chiaramente: “L’impatto risulta amplificato quando il successore designato ha un titolo di studio superiore… mitigato negativamente quando il successore designato è il figlio primogenito”. In altre parole: la tradizione rassicura, ma non sempre funziona.

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E non è difficile capire perché. Le famiglie imprenditoriali italiane hanno in media 2,5 figli, spesso con percorsi diversi, competenze diverse, ambizioni diverse. Nell’83% dei casi più di un figlio potrebbe essere coinvolto nell’impresa. Scegliere significa escludere. E questo, in una famiglia, pesa più che in qualsiasi altra organizzazione.

Per questo molte imprese scelgono una strada intermedia: la leadership condivisa. Nel 31,4% dei casi, la guida viene affidata a più figli. È una soluzione che permette di mantenere equilibrio, evitare conflitti, valorizzare competenze complementari. Non sempre è semplice, ma quando funziona crea una ricchezza di visioni che può diventare un vantaggio competitivo.

La verità è che la scelta del successore non riguarda solo il futuro dell’azienda, ma anche il presente della famiglia. È una decisione che può unire o dividere, rafforzare o indebolire. Per questo richiede tempo, ascolto, capacità di guardare oltre le abitudini. Richiede, soprattutto, il coraggio di mettere l’impresa davanti alla tradizione.

Il punto, però, resta lo stesso: la scelta del successore è una decisione strategica, non un rito familiare. E quando la scelta premia il merito, l’azienda lo sente. Cresce di più, innova di più, affronta meglio i mercati internazionali. Perché il futuro di un’impresa non si eredita: si costruisce.

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In un’Italia che nei prossimi anni vedrà migliaia di aziende affrontare il passaggio generazionale, la domanda non è più “chi è il primogenito?”, ma “chi è la persona giusta per guidare l’impresa?”. È una domanda che richiede coraggio. Ma è anche quella che può fare la differenza tra un’azienda che sopravvive e una che continua a crescere.

Federica
Federica Bonassi
Nata nel 2002, sono laureata in Economia e attualmente frequento la facoltà di International management and marketing. Fin da giovane, ho sviluppato un forte interesse per il mondo della comunicazione nell’ambito economico. Il mio obiettivo professionale è continuare a lavorare nel campo della comunicazione perché mi appassiona e anche perché lo ritengo fondamentale per creare connessioni efficaci e valorizzare al meglio ogni progetto. Il mio hobby preferito? Il volley che pratico a livello agonistico. Sono un’alzatrice, mi piace fare squadra. L’alzatrice mantiene la squadra unita, comunica con tutti e crea sintonia, proprio come un facilitatore in un team aziendale che assicura che la comunicazione interna sia fluida e produttiva.
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