Con l’apertura imminente dello sportello GSE, FuturExpo ha fatto il punto su uno strumento stabile e spesso sottoutilizzato per accompagnare la transizione energetica di enti e aziende.
L’energia è oggi il nodo più urgente da sciogliere per territori e sistema produttivo. Per questo Pianura Network, all’interno di FuturExpo – The Pit Lane, ha scelto di dedicare un doppio approfondimento al Conto Termico 3.0, lo strumento con cui lo Stato, attraverso il Gestore dei Servizi Energetici, mette a disposizione risorse strutturali per l’efficientamento energetico di edifici e impianti. A guidare entrambe le sessioni – quella del mattino rivolta a pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore, e quella del pomeriggio dedicata a imprese e famiglie – è stato Lucio Brignoli, presidente di Sinergia CER e amministratore di Briane.
Uno strumento strutturale, non un bonus a scadenza

Il primo messaggio chiarito con forza è culturale prima ancora che tecnico: il Conto Termico non è un incentivo emergenziale, né una misura “una tantum” come molti bonus degli ultimi anni. È uno strumento attivo dal 2012, finanziato dalle accise sul gas, con una dotazione oggi pari a 900 milioni di euro all’anno, che non è mai stata completamente utilizzata. Un paradosso, se si considera che quelle risorse erano e sono disponibili per ridurre i costi energetici di PA, imprese e famiglie. Il Conto Termico 3.0 non introduce una rottura, ma un’evoluzione: prende atto della transizione energetica in corso – dall’uso del gas all’elettrificazione dei consumi, anche termici – e aggiorna le regole per renderle coerenti con il mercato dell’energia del 2026.
Il quadro normativo è ormai definito:
- decreto attuativo ad agosto,
- regole operative a dicembre,
- apertura dello sportello attesa a giorni.
Il fronte pubblico: abbattere i costi energetici degli enti
La mattinata è stata dedicata al binario pubblico del Conto Termico. Alle pubbliche amministrazioni sono riservati 400 milioni di euro, con una novità rilevante: rientrano ora anche gli enti del terzo settore non commerciali, ampliando in modo significativo la platea dei beneficiari. Per questi soggetti, il Conto Termico non è uno strumento di competitività, ma di riduzione strutturale della spesa energetica, con effetti diretti sui bilanci.
Le novità chiave per PA ed enti non commerciali

Tra gli elementi più rilevanti illustrati da Brignoli:
- copertura fino al 100% dei massimali ammissibili per molte tipologie di intervento, in particolare:
- edifici pubblici,
- scuole,
- strutture sanitarie e socio-sanitarie,
- immobili utilizzati da enti del terzo settore per attività non economiche, soprattutto nei comuni sotto i 15.000 abitanti;
- possibilità di prenotare le risorse prima di sostenere la spesa, così da inserirle a bilancio e rendere cantierabili gli interventi;
- ampia gamma di interventi ammissibili:
- sostituzione di impianti termici con pompe di calore o sistemi ibridi,
- fotovoltaico abbinato,
- serramenti, isolamento, domotica, efficientamento dell’involucro edilizio;
- cumulabilità con altri finanziamenti europei e nazionali, rendendo il Conto Termico uno strumento di completamento delle coperture economiche.

Un ulteriore elemento di flessibilità riguarda la possibilità per le PA di delegare l’attuazione degli interventi a società in house, partecipate e anche alle comunità energetiche, che possono operare per conto degli enti.
Il fronte imprese: dall’incentivo all’investimento
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sul binario privato, rivolto a imprese e famiglie. Il messaggio di fondo è lo stesso: il sistema produttivo chiede regole stabili, non misure che cambiano continuamente. Il Conto Termico risponde a questa esigenza perché è una politica industriale di medio-lungo periodo, non un bonus contingente.
Cosa cambia per le aziende
Per le imprese, il Conto Termico 3.0 introduce opportunità concrete e in parte nuove:
- diventano ammissibili anche gli interventi sugli elementi edilizi (isolamenti, serramenti, illuminazione interna, fotovoltaico), oltre a quelli sugli impianti di generazione del calore;
- restano centrali le pompe di calore e i sistemi ibridi, in linea con la progressiva elettrificazione dei consumi;
- possono accedere al contributo:
- imprese di qualsiasi forma giuridica,
- artigiani,
- aziende agricole e forestali,
- consorzi, ATI, società di scopo;
- l’accesso avviene a consuntivo: gli interventi devono essere realizzati e pagati, e la domanda presentata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori;
- novità rilevante: è obbligatoria la notifica preventiva dell’avvio lavori al GSE. Senza questa comunicazione iniziale, il contributo non è riconoscibile.
Intensità del contributo e aiuti di Stato
Per le imprese entrano in gioco le regole sugli aiuti di Stato, che modulano l’intensità del contributo in base alla dimensione aziendale:
- piccole imprese: fino al 65% su alcuni interventi;
- medie imprese: percentuali ridotte;
- grandi imprese: contributi più contenuti, fino al 25%.
Conta inoltre la dimensione del gruppo di appartenenza, non solo della singola azienda, elemento da valutare con attenzione in fase di progettazione.
Cumulabilità e compatibilità
Il Conto Termico è:
- cumulabile con incentivi non statali, con le misure per le comunità energetiche e l’autoconsumo;
- non cumulabile con altri incentivi statali, come Transizione 5.0.
Un aspetto che richiede analisi puntuale caso per caso, anche in relazione ad altri strumenti fiscali.
Famiglie: focus sugli impianti
Per i privati cittadini, il perimetro resta più limitato:
- sono ammessi solo gli interventi sulla generazione del calore (caldaie, pompe di calore);
- non sono incentivabili serramenti o interventi edilizi sull’abitazione;
- l’accesso avviene sempre a fine lavori, senza obbligo di notifica preventiva.
Come si accede: il ruolo delle competenze

Tutte le domande passano dal portale del GSE, dove sono disponibili guide operative e materiali di approfondimento. Elemento centrale del Conto Termico 3.0 è la diagnosi energetica, documento obbligatorio per molti interventi, che deve essere redatto:
- da una Energy Service Company (ESCo),
- oppure da un Esperto in Gestione dell’Energia (EGE).
Una scelta che alza l’asticella della qualità progettuale e valorizza le competenze professionali presenti sul territorio.
Una leva concreta per territori e imprese

Il Conto Termico 3.0 si conferma quindi come uno degli strumenti più solidi e sottoutilizzati della politica energetica italiana. Per le pubbliche amministrazioni è una leva per ridurre i costi strutturali; per le imprese, un’occasione per trasformare l’efficientamento energetico in investimento industriale, con regole chiare e orizzonte stabile. Il messaggio lanciato da FuturExpo – The Pit Lane è netto: le risorse ci sono. La differenza la fa la capacità di programmare, progettare e attivare gli strumenti giusti.









