martedì, Febbraio 3, 2026

Il Conto Termico 3.0 entra nel vivo Cosa cambia per PA, imprese e famiglie

Con l’apertura imminente dello sportello GSE, FuturExpo ha fatto il punto su uno strumento stabile e spesso sottoutilizzato per accompagnare la transizione energetica di enti e aziende.

L’energia è oggi il nodo più urgente da sciogliere per territori e sistema produttivo. Per questo Pianura Network, all’interno di FuturExpo – The Pit Lane, ha scelto di dedicare un doppio approfondimento al Conto Termico 3.0, lo strumento con cui lo Stato, attraverso il Gestore dei Servizi Energetici, mette a disposizione risorse strutturali per l’efficientamento energetico di edifici e impianti. A guidare entrambe le sessioni – quella del mattino rivolta a pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore, e quella del pomeriggio dedicata a imprese e famiglie – è stato Lucio Brignoli, presidente di Sinergia CER e amministratore di Briane.

Uno strumento strutturale, non un bonus a scadenza

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Il primo messaggio chiarito con forza è culturale prima ancora che tecnico: il Conto Termico non è un incentivo emergenziale, né una misura “una tantum” come molti bonus degli ultimi anni. È uno strumento attivo dal 2012, finanziato dalle accise sul gas, con una dotazione oggi pari a 900 milioni di euro all’anno, che non è mai stata completamente utilizzata. Un paradosso, se si considera che quelle risorse erano e sono disponibili per ridurre i costi energetici di PA, imprese e famiglie. Il Conto Termico 3.0 non introduce una rottura, ma un’evoluzione: prende atto della transizione energetica in corso – dall’uso del gas all’elettrificazione dei consumi, anche termici – e aggiorna le regole per renderle coerenti con il mercato dell’energia del 2026.

Il quadro normativo è ormai definito:

  • decreto attuativo ad agosto,
  • regole operative a dicembre,
  • apertura dello sportello attesa a giorni.

Il fronte pubblico: abbattere i costi energetici degli enti

La mattinata è stata dedicata al binario pubblico del Conto Termico. Alle pubbliche amministrazioni sono riservati 400 milioni di euro, con una novità rilevante: rientrano ora anche gli enti del terzo settore non commerciali, ampliando in modo significativo la platea dei beneficiari. Per questi soggetti, il Conto Termico non è uno strumento di competitività, ma di riduzione strutturale della spesa energetica, con effetti diretti sui bilanci.

Le novità chiave per PA ed enti non commerciali

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Lucio Brignoli, presidente di Sinergia CER e amministratore di Briane

Tra gli elementi più rilevanti illustrati da Brignoli:

  • copertura fino al 100% dei massimali ammissibili per molte tipologie di intervento, in particolare:
  1. edifici pubblici,
  2. scuole,
  3. strutture sanitarie e socio-sanitarie,
  4. immobili utilizzati da enti del terzo settore per attività non economiche, soprattutto nei comuni sotto i 15.000 abitanti;
  • possibilità di prenotare le risorse prima di sostenere la spesa, così da inserirle a bilancio e rendere cantierabili gli interventi;
  • ampia gamma di interventi ammissibili:
  1. sostituzione di impianti termici con pompe di calore o sistemi ibridi,
  2. fotovoltaico abbinato,
  3. serramenti, isolamento, domotica, efficientamento dell’involucro edilizio;
  • cumulabilità con altri finanziamenti europei e nazionali, rendendo il Conto Termico uno strumento di completamento delle coperture economiche.
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Un ulteriore elemento di flessibilità riguarda la possibilità per le PA di delegare l’attuazione degli interventi a società in house, partecipate e anche alle comunità energetiche, che possono operare per conto degli enti.

Il fronte imprese: dall’incentivo all’investimento

Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sul binario privato, rivolto a imprese e famiglie. Il messaggio di fondo è lo stesso: il sistema produttivo chiede regole stabili, non misure che cambiano continuamente. Il Conto Termico risponde a questa esigenza perché è una politica industriale di medio-lungo periodo, non un bonus contingente.

Cosa cambia per le aziende

Per le imprese, il Conto Termico 3.0 introduce opportunità concrete e in parte nuove:

  • diventano ammissibili anche gli interventi sugli elementi edilizi (isolamenti, serramenti, illuminazione interna, fotovoltaico), oltre a quelli sugli impianti di generazione del calore;
  • restano centrali le pompe di calore e i sistemi ibridi, in linea con la progressiva elettrificazione dei consumi;
  • possono accedere al contributo:
  1. imprese di qualsiasi forma giuridica,
  2. artigiani,
  3. aziende agricole e forestali,
  4. consorzi, ATI, società di scopo;
  • l’accesso avviene a consuntivo: gli interventi devono essere realizzati e pagati, e la domanda presentata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori;
  • novità rilevante: è obbligatoria la notifica preventiva dell’avvio lavori al GSE. Senza questa comunicazione iniziale, il contributo non è riconoscibile.

Intensità del contributo e aiuti di Stato

Per le imprese entrano in gioco le regole sugli aiuti di Stato, che modulano l’intensità del contributo in base alla dimensione aziendale:

  • piccole imprese: fino al 65% su alcuni interventi;
  • medie imprese: percentuali ridotte;
  • grandi imprese: contributi più contenuti, fino al 25%.

Conta inoltre la dimensione del gruppo di appartenenza, non solo della singola azienda, elemento da valutare con attenzione in fase di progettazione.

Cumulabilità e compatibilità

Il Conto Termico è:

  • cumulabile con incentivi non statali, con le misure per le comunità energetiche e l’autoconsumo;
  • non cumulabile con altri incentivi statali, come Transizione 5.0.

Un aspetto che richiede analisi puntuale caso per caso, anche in relazione ad altri strumenti fiscali.

Famiglie: focus sugli impianti

Per i privati cittadini, il perimetro resta più limitato:

  • sono ammessi solo gli interventi sulla generazione del calore (caldaie, pompe di calore);
  • non sono incentivabili serramenti o interventi edilizi sull’abitazione;
  • l’accesso avviene sempre a fine lavori, senza obbligo di notifica preventiva.

Come si accede: il ruolo delle competenze

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Tutte le domande passano dal portale del GSE, dove sono disponibili guide operative e materiali di approfondimento. Elemento centrale del Conto Termico 3.0 è la diagnosi energetica, documento obbligatorio per molti interventi, che deve essere redatto:

  • da una Energy Service Company (ESCo),
  • oppure da un Esperto in Gestione dell’Energia (EGE).

Una scelta che alza l’asticella della qualità progettuale e valorizza le competenze professionali presenti sul territorio.

Una leva concreta per territori e imprese

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Il Conto Termico 3.0 si conferma quindi come uno degli strumenti più solidi e sottoutilizzati della politica energetica italiana. Per le pubbliche amministrazioni è una leva per ridurre i costi strutturali; per le imprese, un’occasione per trasformare l’efficientamento energetico in investimento industriale, con regole chiare e orizzonte stabile. Il messaggio lanciato da FuturExpo – The Pit Lane è netto: le risorse ci sono. La differenza la fa la capacità di programmare, progettare e attivare gli strumenti giusti.

Federica
Federica Bonassi
Nata nel 2002, sono laureata in Economia e attualmente frequento la facoltà di International management and marketing. Fin da giovane, ho sviluppato un forte interesse per il mondo della comunicazione nell’ambito economico. Il mio obiettivo professionale è continuare a lavorare nel campo della comunicazione perché mi appassiona e anche perché lo ritengo fondamentale per creare connessioni efficaci e valorizzare al meglio ogni progetto. Il mio hobby preferito? Il volley che pratico a livello agonistico. Sono un’alzatrice, mi piace fare squadra. L’alzatrice mantiene la squadra unita, comunica con tutti e crea sintonia, proprio come un facilitatore in un team aziendale che assicura che la comunicazione interna sia fluida e produttiva.
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