Lombardia, nasce il Cluster della Cosmesi. Un settore che vale 11 miliardi di euro

Riconosciuto ufficialmente da Regione Lombardia, il nuovo cluster aggrega imprese, università e centri di ricerca in una filiera che vale il 67% della cosmesi italiana. Per le aziende del territorio, si apre una nuova stagione di opportunità.

La Lombardia è la culla della cosmesi italiana. Lo era già nei numeri, ora lo è anche per struttura istituzionale: Regione Lombardia ha riconosciuto ufficialmente il Cluster Tecnologico Lombardo del Made in Italy – Sistema Cosmetico, che diventa così il decimo cluster tecnologico regionale. Un passaggio atteso da tempo dal sistema produttivo e scientifico del settore, che prende forma in un momento in cui la competizione globale chiede risposte sempre più organizzate e rapide.

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I numeri parlano da soli: oltre il 67% della cosmesi italiana viene prodotta in Lombardia, con più di 500 aziende – pari al 79,3% del totale nazionale – concentrate nel cosiddetto “quadrilatero della bellezza” tra Crema, Milano, Bergamo e Monza-Brianza. Un settore che genera 11,2 miliardi di euro di fatturato, di cui 6,5 miliardi provenienti dall’export. Un’eccellenza che ora ha uno strumento in più per fare sistema.

Cosa cambia con il riconoscimento del cluster

Il riconoscimento regionale non è un atto formale: sancisce il ruolo dei cluster come strumento strategico per lo sviluppo della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, in linea con le politiche europee e con la Strategia di Specializzazione Intelligente S3. In concreto, significa che imprese, università e centri di ricerca possono finalmente operare in un ecosistema organizzato, capace di mettere a sistema competenze, infrastrutture e progettualità.

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“Oggi dotiamo questo settore di uno strumento strategico per accelerare i processi di innovazione – ha dichiarato Alessandro Fermi, assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia -. Il riconoscimento del Cluster rappresenta un passo fondamentale per consolidare la leadership della Lombardia in un settore ad alto valore aggiunto”.

Il cluster si propone come piattaforma aperta, pronta ad accogliere nuovi soggetti e a rappresentare l’intera filiera cosmetica lombarda: dalla ricerca di base allo sviluppo industriale, dalla produzione al packaging, fino ai servizi avanzati.

Un settore con caratteristiche uniche

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La filiera cosmetica lombarda ha caratteristiche che la distinguono nel panorama manifatturiero nazionale. Con oltre 230 mila addetti (incluso l’indotto), il settore investe circa il 6% del fatturato in ricerca e innovazione, più del doppio della media nazionale. Significativo anche il dato sull’occupazione femminile: il 54% degli addetti è donna, oltre il doppio della media del manifatturiero.

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Marco Emilio Orlandi, Rrettore dell’Università di Milano-Bicocca

Con il cluster, questo patrimonio trova una nuova capacità di connessione e coordinamento, resa possibile anche dalla presenza di una forte compagine universitaria: Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Pavia e Politecnico di Milano sono tra i soggetti fondatori.

“L’unica innovazione possibile è quella che avviene in collaborazione tra imprese e atenei – ha spiegato il rettore dell’Università di Milano-Bicocca Marco Emilio Orlandi -. La cosmesi non riguarda solo la bellezza, ma il benessere di tutti noi. La ricerca rende più sani i prodotti che utilizziamo quotidianamente”.

L’ingresso nella scena europea e i prossimi passi

Con il riconoscimento ufficiale, il Cluster Cosmetico Lombardo entra nella rete dei principali distretti europei del settore, affiancandosi alla Cosmetic Valley francese e al Beauty Cluster di Barcellona. Un posizionamento che apre nuove opportunità in termini di progettazione, networking e accesso a programmi di finanziamento europei.

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Il primo appuntamento pubblico del cluster è già in calendario: lunedì 25 maggio 2026 presso l’Università degli Studi di Pavia, dove verranno presentate le attività operative e le prime linee di lavoro. Sarà il primo di una serie di momenti di confronto pensati per attivare sinergie concrete tra ricerca, industria e territorio.

Per le imprese della Pianura – molte delle quali operano nella filiera cosmetica, nell’indotto o nei servizi a supporto del settore – il nuovo cluster rappresenta uno strumento in più per intercettare opportunità di collaborazione, formazione e finanziamento. Un ecosistema che si struttura, e che vale la pena conoscere da vicino.

Pianura Network
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