Schneider Electric porta a Roma il data center del futuro. E dimostra che sviluppo e sostenibilità possono andare insieme

La tecnologia bergamasca al cuore del primo campus italiano di Digital Realty: zero gas serra, massima efficienza, un’infrastruttura pensata per l’AI. Un modello che parla direttamente alle imprese della Pianura.

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ROM1 si estenderà su 22 ettari riqualificando un’area nella zona sud della capitale.

C’è una firma lombarda dietro uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi che l’Italia abbia visto negli ultimi anni. Schneider Electric – partner storico di Pianura Network e tra le realtà più attive negli eventi del network – è stata scelta da Digital Realty come partner tecnologico strategico per la realizzazione di ROM1, il primo data center del più grande campus digitale che l’operatore americano sta costruendo a Roma.

Il progetto si estende su un’area di 22 ettari nell’ex sede gestionale di ACEA e punta a diventare uno degli hub digitali più interconnessi del centro-sud Italia, capace di supportare le applicazioni più avanzate di intelligenza artificiale e di connettere – letteralmente – tre continenti: Europa, Medio Oriente e Africa.

Una collaborazione ventennale che si rinnova

Schneider Electric e Digital Realty lavorano insieme da oltre vent’anni, ma ROM1 rappresenta un salto qualitativo. L’accordo prevede che Schneider Electric fornisca l’intera dorsale tecnologica del data center: dalla distribuzione elettrica in media e bassa tensione, ai sistemi di raffreddamento ad altissima efficienza, fino alla piattaforma software EcoStruxure Building Operations per la gestione integrata di tutti i sistemi dell’edificio.

Silvia Olchini VP Secure Power Schneider Electric Italia Alessandro Talotta AD Digital Realty Italia Roberto Esquinazi Secure Power Key Account Manager and CSP Segment Manager 1
Silvia Olchini, VP Secure Power Schneider Electric Italia, Alessandro Talotta, AD Digital Realty Italia e Roberto Esquinazi, Secure Power Key Account Manager and C&SP Segment Manager.

Il dato più rilevante sul fronte della sostenibilità riguarda i quadri di media tensione SM AirSeT: una tecnologia che elimina completamente l’esafluoruro di zolfo (SF6), il gas tradizionalmente usato per l’isolamento elettrico, con un potenziale di riscaldamento globale 24.300 volte superiore a quello della CO₂. Al suo posto, semplice aria. Una soluzione premiata dal World Economic Forum e già in anticipo rispetto alle direttive europee sul phase-out dei gas fluorurati.

Il modello che interessa alle imprese della Pianura

Per le aziende del territorio – manifatturiere, logistiche, agro-alimentari – la vicenda ROM1 non è solo una notizia dal fronte delle grandi infrastrutture. È la dimostrazione pratica che efficienza energetica e competitività non si escludono: si alimentano a vicenda.

«L’Italia ha un’enorme opportunità in questo momento: quella di diventare un polo infrastrutturale e tecnologico di prim’ordine, che dimostri che sviluppo e transizione ecologica vanno di pari passo», ha dichiarato Davide Zardo, Presidente e AD di Schneider Electric Italia.

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Una visione che risuona con il lavoro che Pianura Network porta avanti da anni sul tema della sostenibilità come leva di competitività e che il network ha già esplorato in eventi come Green Rising e Business is Green, proprio con la partecipazione di Schneider Electric.

ROM1, nella sua fase iniziale, avrà un IT Load superiore a 3 MW. Quando il campus sarà completato, sarà tra i più grandi d’Italia. Il progetto ha già ottenuto la certificazione Tier IV Design Document di Uptime Institute, il massimo riconoscimento per resilienza e continuità operativa.

Pianura Network
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