Il decennio delle successioni: il 33,5% delle imprese cambierà guida

Tra il 2025 e il 2034 centinaia di aziende ogni anno affronteranno il passaggio generazionale. Non è solo un tema familiare: è una trasformazione che riguarda l’intero sistema produttivo italiano. Se ne parlerà a Family.Biz, il 31 marzo a Bariano, l’incontro promosso da Pianura Network dedicato alle diverse strade possibili per affrontare la successione nelle imprese familiari

C’è un momento nella vita di ogni impresa familiare che prima o poi arriva. Non è una crisi di mercato, non è una trasformazione tecnologica, non è nemmeno un passaggio di proprietà. È qualcosa di più profondo: il cambio di generazione.

Il decennio delle successioni

Nei prossimi anni questo passaggio non riguarderà solo qualche singola azienda, ma una parte enorme del sistema produttivo italiano. Secondo i dati dell’Osservatorio AUB – promosso da Università Bocconi, AIDAF ed EY – tra il 2025 e il 2034 oltre un terzo delle imprese familiari italiane sarà coinvolto in un passaggio generazionale, pari al 33,5% delle aziende. In termini concreti significa circa 401 successioni ogni anno.

Un cambiamento di queste dimensioni non riguarda soltanto le famiglie imprenditoriali. Riguarda l’economia italiana nel suo complesso. Le imprese familiari, infatti, rappresentano una componente decisiva del tessuto industriale del Paese: guidano filiere produttive, generano occupazione e spesso custodiscono competenze costruite in decenni di attività.

Per questo il passaggio generazionale è sempre stato uno dei momenti più delicati nella vita di un’azienda. Non si tratta semplicemente di scegliere un successore. Significa trasferire responsabilità, visione strategica e cultura imprenditoriale da una generazione all’altra.

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Negli ultimi anni questo tema è diventato ancora più centrale. Da una parte, molte imprese nate negli anni Ottanta e Novanta stanno arrivando alla seconda o terza generazione. Dall’altra, le trasformazioni economiche e tecnologiche richiedono nuove competenze manageriali e una maggiore apertura internazionale.

Il risultato è che sempre più aziende si trovano davanti a una domanda cruciale: come preparare il passaggio generazionale senza mettere a rischio la continuità dell’impresa?

Non esiste una sola risposta. In alcuni casi il testimone passa ai figli, che entrano progressivamente nella gestione aziendale. In altri, la famiglia decide di affiancare o inserire manager esterni. In altri ancora si aprono scenari nuovi, come l’ingresso di soci finanziari o la trasformazione della governance dell’impresa.

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Quello che emerge con chiarezza dagli studi e dalle esperienze delle aziende è però un punto: il passaggio generazionale non è un momento, ma un processo. Richiede tempo, preparazione e spesso un percorso di accompagnamento che coinvolge sia la famiglia sia l’organizzazione aziendale.

Per molte imprese italiane questo processo è già iniziato. Per altre è una decisione che non può più essere rimandata.

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Convento dei Neveri, Bariano (Bg)

È proprio da questa consapevolezza che nasce Family.Biz, il format promosso da Pianura Network dedicato alle imprese familiari e alle diverse strade possibili per affrontare il passaggio generazionale. L’incontro del 31 marzo – al Convento dei Neveri a Bariano – sarà l’occasione per mettere a confronto esperienze, competenze e modelli di governance che stanno aiutando molte aziende a gestire uno dei momenti più decisivi della loro storia.

Perché il futuro delle imprese familiari italiane non dipende solo da chi raccoglierà il testimone. Dipende soprattutto da come questo passaggio verrà preparato.

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Federica
Federica Bonassi
Nata nel 2002, sono laureata in Economia e attualmente frequento la facoltà di International management and marketing. Fin da giovane, ho sviluppato un forte interesse per il mondo della comunicazione nell’ambito economico. Il mio obiettivo professionale è continuare a lavorare nel campo della comunicazione perché mi appassiona e anche perché lo ritengo fondamentale per creare connessioni efficaci e valorizzare al meglio ogni progetto. Il mio hobby preferito? Il volley che pratico a livello agonistico. Sono un’alzatrice, mi piace fare squadra. L’alzatrice mantiene la squadra unita, comunica con tutti e crea sintonia, proprio come un facilitatore in un team aziendale che assicura che la comunicazione interna sia fluida e produttiva.
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