Un nuovo studio della Banca d’Italia mostra che i passaggi generazionali interni alla famiglia lasciano occupazione e produttività sostanzialmente ferme, mentre l’apertura a soci esterni accende la crescita. E nel Bresciano solo il 9% degli amministratori delle Pmi ha meno di 40 anni. Il roadshow di Pianura Network sul passaggio generazionale fa tappa il 12 novembre a Palazzo Gambara di Bedizzole (Bs), con il main sponsor Eurocar sede di Brescia.

Settantadue società di capitali su cento, in Italia, sono in mano a una famiglia. Dieci anni fa erano poco meno di 68: il capitalismo familiare non arretra, anzi si rafforza. Ma dentro questa solidità cresce una domanda che nessun imprenditore può rimandare all’infinito: che cosa succede quando il testimone passa di mano?
Prova a rispondere lo studio “Le imprese familiari e i passaggi generazionali in Italia”, pubblicato il 13 ottobre dalla Banca d’Italia, che ha analizzato dieci anni di dati sulle società di capitali italiane. Più di un’impresa familiare su cinque ha almeno un socio con 65 anni o più. Ogni anno circa il 3% di queste trasferisce il controllo, e lo fa in media quando il socio anziano ha quasi 75 anni: un’età che continua a salire.
Il dato che fa discutere

Non è una bocciatura della successione familiare. Nelle scorse puntate di Family.Biz avevamo raccontato la ricerca Bocconi secondo cui un passaggio ben preparato porta fino a +8,8% di ricavi nei tre anni successivi. Letti insieme, i due studi dicono la stessa cosa da angoli diversi: non conta solo a chi si passa l’impresa, ma come. La continuità, da sola, non è un piano. E gli ostacoli segnalati dagli imprenditori nel Censimento Istat, ripresi dallo studio, sono sempre gli stessi: trasferire competenze e relazioni con clienti e fornitori, la burocrazia, la mancanza di successori adeguati.
Il risultato più netto riguarda il «dopo». In tre casi su cinque il controllo resta in famiglia e, in questi casi, gli effetti sulla performance risultano sostanzialmente nulli: l’impresa prosegue in continuità con il passato. Quando invece entrano soci esterni, l’occupazione cresce di oltre il 5% nei tre anni successivi e la produttività migliora, soprattutto se il nuovo socio è un’altra impresa industriale, italiana o estera.
Brescia, una governance sempre più anziana

Il tema tocca da vicino la Lombardia orientale. La ricerca del Centro Studi di Confindustria Brescia, presentata a luglio, fotografa gli oltre 2.200 amministratori delle circa 900 aziende della Piccola Industria: età media 58 anni, appena il 9% sotto i 40 e quasi uno su cinque oltre i 70. Tra il 2000 e il 2025 la quota di imprenditori tra i 30 e i 50 anni è scesa dal 55% al 34%. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: tra le aziende che il passaggio l’hanno già fatto, solo l’8% dice di non aver registrato cambiamenti significativi.
Le puntate precedenti
Family.Biz, il roadshow di Pianura Network dedicato alla continuità delle imprese familiari, è partito il 18 giugno 2025 dal Golf Club Bergamo L’Albenza di Almenno San Bartolomeo, è passato dal Golf Club Il Torrazzo di Cremona e il 31 marzo ha riempito il Convento dei Neveri di Bariano con oltre ottanta imprenditori. Ogni tappa ha aggiunto un tassello: il passaggio generazionale come «crisi» da pianificare e non da subire, lo statuto societario come prima cassetta degli attrezzi, la testimonianza di Beatrice Castellini, terza generazione di un gruppo bresciano, che ha fatto del rientro in azienda un percorso di crescita tra acquisizioni e nuova governance.
Il 12 novembre a Bedizzole

La quarta tappa arriva per la prima volta nel Bresciano, a Palazzo Gambara di San Vito di Bedizzole: una dimora seicentesca voluta dal conte Carlo Antonio Gambara, che ampliò un edificio del Cinquecento, e passata nei secoli tra diverse famiglie. Un luogo che di passaggi di mano se ne intende. A metà settembre lo stesso palazzo ha ospitato, con oltre 200 presenze, l’assemblea dei Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia dedicata proprio al ricambio generazionale: segno che sul territorio il tema è maturo.
La formula resta quella che ha funzionato nelle tappe precedenti. Promosso da Pianura Network e AP Advisor Private, PwC, Studio BNC e il main sponsor Eurocar Brescia, l’incontro si aprirà con i saluti di Alberto Capitanio, presidente di Pianura Network.
Sul palco tornano le voci che hanno accompagnato il roadshow fin dall’inizio. Giorgio Berta (Studio Berta Nembrini Colombini) porterà i casi concreti, riusciti e falliti, raccolti in quindici anni di consulenza alle famiglie imprenditoriali. Fabrizio Acerbis (Partner PwC e presidente di PwC TLS Avvocati e Commercialisti) inquadrerà il passaggio come scelta strategica e di governance.
Al centro la domanda che i nuovi dati rendono ineludibile: tenere l’impresa in famiglia o aprirla a nuovi soci? E, in entrambi i casi, come farlo senza disperdere il valore costruito in decenni.

















