Meccatronica, agroindustria, intelligenza artificiale, tessile, scienze della vita, riabilitazione: sono i sei dossier arrivati a Regione Lombardia per le Zone di Innovazione e Sviluppo. La candidatura SAIL, che coinvolge Cremona, Brescia, Lodi e Mantova, vede Pianura Network nel partenariato.

Sono sei le candidature depositate a Regione Lombardia per l’attivazione delle Zone di Innovazione e Sviluppo, lo strumento con cui la politica industriale lombarda passa dal sostegno alla singola impresa alla costruzione di ecosistemi territoriali. Quattro dossier erano stati presentati a giugno; gli ultimi due sono arrivati la scorsa settimana. Il quadro che ne esce è quello di un sistema produttivo che ha risposto in fretta, e con progetti che nella maggior parte dei casi superano i confini provinciali.
I sei dossier sul tavolo

Le prime quattro candidature riguardano la meccatronica a Bergamo, la riabilitazione e longevità a Lecco, l’agroindustria e l’agritech su Cremona, Brescia, Lodi e Mantova, e l’intelligenza artificiale a Milano. Alle quali si sono aggiunte tessile e abbigliamento, che unisce Como e Varese, e il comparto farmaceutico, biomedicale e sanitario, con hub nel distretto MIND di Milano.
Sul territorio della Pianura insistono quindi due delle progettualità più strutturate. A Bergamo il Consorzio Intellimech guida B.R.I.D.g.E., con hub al Kilometro Rosso: laboratori e servizi per sperimentare robotica, automazione, sistemi digitali e tecnologie per la sostenibilità, con l’obiettivo dichiarato di rendere l’innovazione accessibile alle PMI e non solo ai grandi gruppi.
SAIL, il dossier agroalimentare della Pianura

La candidatura SAIL – Sistemi AgroIndustriali della Lombardia, presentata dal MIP Politecnico di Milano con hub a Cremona, copre le province di Cremona, Brescia, Lodi e Mantova. Il Masterplan si concentra sulle due filiere che definiscono l’identità produttiva dell’area – lattiero-casearia e suinicola – e le declina su cinque ambiti di intervento: innovazione di prodotto, zootecnia e benessere animale, transizione ecologica ed energetica, tecnologie digitali e robotiche, gestione delle acque e valorizzazione territoriale.
È il dossier che riguarda più da vicino il nostro network. Pianura Network, attraverso Cawipa Srl, fa parte del partenariato con un ruolo dedicato al networking territoriale e alla comunicazione strategica della Zona: significa che le esigenze delle PMI agroalimentari del territorio hanno un canale stabile all’interno della governance del progetto, e non solo un ruolo di destinatarie.
«Con le ZIS si apre una nuova fase. Non si finanziano più solo progetti: si costruiscono sistemi industriali territoriali». Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia
Regole del gioco e prossimi passaggi

Tutte le candidature sono ora in fase di valutazione. Quelle che otterranno il via libera accederanno alla seconda fase, dedicata alla negoziazione e alla stesura del Piano strategico definitivo. La manifestazione di interesse resta aperta: Regione Lombardia si attende altre proposte dai territori che non si sono ancora mossi.
I paletti sono però precisi. Ogni territorio provinciale potrà ospitare al massimo due Zone di Innovazione e Sviluppo. Le candidature interprovinciali sono ammesse solo se accompagnate dalle lettere di endorsement di tutte le Province coinvolte. E a livello regionale sarà riconosciuta una sola ZIS per ciascuna area di specializzazione tematica: chi arriva primo su un ambito, di fatto, lo presidia.
Perché conta per le imprese della Pianura
Il modello delle ZIS nasce dentro il piano industriale della Lombardia, prima Regione italiana a dotarsi di uno strumento di programmazione economica costruito sulla mappatura degli ecosistemi e delle specializzazioni imprenditoriali. Il ribaltamento di prospettiva è sostanziale: Regione Lombardia non finanzia più soltanto la singola impresa, ma assume il ruolo di regista e connettore tra imprese, università, enti di formazione e istituzioni, lasciando ai territori il compito di fare sistema.
Per le aziende agro-industriali di Cremona, Brescia, Lodi e Mantova questo si traduce, se il dossier passa, in accesso coordinato a formazione tecnica specialistica, collaborazioni con la ricerca universitaria, strumenti finanziari regionali e percorsi verso nuovi mercati. Un’infrastruttura, più che un incentivo.
Della prima presentazione delle ZIS e del Pacchetto Innovazione da 255 milioni avevamo scritto qui.

















