lunedì, Febbraio 2, 2026

La Pianura non può correre da sola. A FuturExpo è nata una visione condivisa

“The Pit-Lane”, la due giorni di Pianura Network che si è svolta il 29 e il 30 gennaio 2026, ha messo a fuoco una strategia di lungo periodo: fare della Pianura lombarda un laboratorio di collaborazione tra politiche pubbliche, conoscenza e sistema produttivo.

Non una fiera tradizionale, ma un laboratorio operativo di territorio. La mattinata istituzionale del 29 gennaio alla Fiera di Treviglio ha aperto ufficialmente FuturExpo – The Pit Lane con un messaggio netto: la Pianura lombarda non è una periferia produttiva da amministrare a compartimenti stagni, ma un sistema economico maturo che chiede visione, coordinamento e capacità di esecuzione. È questo il framework dentro cui si colloca l’iniziativa promossa da Pianura Network, che ha voluto trasformare l’apertura della due giorni fieristica in un momento di allineamento strategico tra livelli istituzionali, mondo accademico e tessuto imprenditoriale.

La Pit Lane come metodo: dal fare al governare

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Il concept scelto – Pit Lane – non è solo una metafora. È una dichiarazione di metodo. Come nel motorsport, la Pit Lane è il luogo dove si interviene per migliorare le prestazioni, correggere le traiettorie e prepararsi alla fase successiva della gara. Applicato al territorio, significa una cosa precisa: fermarsi per pensare, mettere a fattor comune dati, competenze e responsabilità, e poi ripartire con maggiore efficacia. In questa logica, Pianura Network si propone non come semplice contenitore di eventi, ma come piattaforma di lavoro permanente, capace di connettere amministrazioni pubbliche, università e imprese attorno a progettualità condivise e misurabili.

Il quadro istituzionale: collaborazione come leva competitiva

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Il valore politico e istituzionale della mattinata è emerso con chiarezza dagli interventi delle autorità presenti. La senatrice Alessandra Gallone, intervenuta in rappresentanza del Ministro dell’Università e della Ricerca, ha definito il territorio come una scelta, non un destino, sottolineando come la forza della Pianura risieda nella capacità di lavorare con metodo, concretezza e cooperazione. Energia, sostenibilità e formazione sono stati indicati come assi strategici già oggi pienamente operativi, a condizione che esista una infrastruttura umana e amministrativa all’altezza delle trasformazioni in corso.

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Nel videomessaggio di saluto, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha ribadito il ruolo della Pianura come motore produttivo strategico per l’intera regione, evidenziando come la cooperazione tra istituzioni, università e imprese rappresenti una leva decisiva per accompagnare la transizione energetica e rafforzare competitività e sostenibilità, due dimensioni ormai inseparabili.

Dalla Regione alle Province: una visione che supera i confini

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Il passaggio dalla dimensione regionale a quella territoriale è stato affidato all’intervento di Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia di Bergamo e dell’Unione delle Province Italiane. Il punto centrale: la Pianura ha una forza economica e sociale spesso sottovalutata, anche perché storicamente più orientata al “fare” che al raccontare i risultati. FuturExpo e Pianura Network diventano, in questo senso, strumenti per rendere visibile e coordinare un potenziale che già esiste. Gandolfi ha sottolineato l’importanza di una visione interprovinciale, capace di mettere in rete Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Pavia, superando logiche amministrative e appartenenze politiche. La collaborazione istituzionale, in questa prospettiva, non è un’opzione, ma una condizione di efficacia per governare sviluppo, infrastrutture e servizi.

L’università come infrastruttura di conoscenza

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All’interno di questo disegno, un ruolo centrale è stato attribuito all’Università. Il rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Sergio Cavalieri, ha chiarito come l’ateneo non intenda limitarsi a una funzione formativa tradizionale, ma agire come infrastruttura di conoscenza al servizio del territorio. Il messaggio è chiaro: il dialogo tra università e imprese non è un problema strutturale, ma una responsabilità condivisa. Attraverso presìdi territoriali, ricerca applicata e orientamento, l’università può contribuire a governare fenomeni complessi – dalla logistica alla mobilità, dall’housing al capitale umano – e soprattutto a trattenere competenze e giovani, rafforzando l’attrattività del sistema locale.

Treviglio come hub territoriale

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A chiudere il cerchio istituzionale è stato l’intervento del sindaco di Treviglio Juri Imeri, che ha rivendicato il ruolo della città come snodo baricentrico della Pianura lombarda. Non un capoluogo amministrativo, ma un punto di connessione funzionale, capace di ospitare e coordinare processi che riguardano logistica, mobilità, pianificazione territoriale e qualità della vita. Il messaggio è operativo: sviluppo economico, sostenibilità e benessere urbano devono procedere insieme. La Pianura può crescere solo se sa governare i propri flussi – di persone, merci, investimenti – mantenendo al centro cittadini, lavoratori e imprese.

Un avvio che definisce la rotta

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La mattinata istituzionale di apertura di FuturExpo – The Pit Lane ha quindi fissato una rotta precisa: pensiero strategico, collaborazione trasversale, concretezza operativa. Non un esercizio retorico, ma l’avvio di un percorso che vede nella Pianura lombarda un modello potenziale di sviluppo territoriale, capace di fare scuola oltre i propri confini. Nei successivi appuntamenti della giornata, il confronto è entrato nel merito degli strumenti e dei progetti: dal Polo Territoriale della Pianura alle misure operative sul fronte energetico. Ma la cornice è ormai tracciata: la Pianura accelera solo se lo fa insieme.

Federica
Federica Bonassi
Nata nel 2002, sono laureata in Economia e attualmente frequento la facoltà di International management and marketing. Fin da giovane, ho sviluppato un forte interesse per il mondo della comunicazione nell’ambito economico. Il mio obiettivo professionale è continuare a lavorare nel campo della comunicazione perché mi appassiona e anche perché lo ritengo fondamentale per creare connessioni efficaci e valorizzare al meglio ogni progetto. Il mio hobby preferito? Il volley che pratico a livello agonistico. Sono un’alzatrice, mi piace fare squadra. L’alzatrice mantiene la squadra unita, comunica con tutti e crea sintonia, proprio come un facilitatore in un team aziendale che assicura che la comunicazione interna sia fluida e produttiva.
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